Riserva Della Biosfera Del Delta Del Danubio            



Coordinate ARBDD



820243 - Tulcea, Romania
34A PORTULUI Street
O.P. 3 C.P. 32

Telefono: +40 240 51 89 45
Fax: +40 240 51 89 75

E-mail:arbdd@ddbra.ro

Tipo di organizzazione

Contemporaneamente all’istituzione della Riserva della Biosfera del Delta del Danubio (1990), è stata creata un’organizzazione per amministrare il patrimonio naturale di dominio pubblico della riserva, e per proteggere e conservare le unità fisiche e geografiche del territorio della RBDD – l’ Autorità della Riserva della Biosfera del Delta del Danubio (ARBDD).


Details...


PRESENTAZIONE GENERALE

  1. Il valore universale
  2. La genesi del Delta del Danubio
  3. Le principali unitŕ geografiche (RBDD- mappa)
  4. Il clima
  5. Le aree funzionali

Il valore universale

• L’unico Delta al mondo ad essere dichiarato interamente Riserva della Biosfera
• Anno di costituzione: 1990
• Superficie 580.000 ettari - 2,5 % della superficie della Romania (al ventiduesimo posto tra tutti i Delta del mondo e al terzo posto in Europa, dopo il Volga e il Kuban)
• Una delle più grandi zone umide, habitat per gli uccelli acquatici
• Le estensioni di canneto più vaste del pianeta
• Un museo vivente di biodiversità, con 30 tipi di ecosistemi differenti
• Una banca genetica di inestimabile valore per il patrimonio naturale mondiale

Il valore universale della riserva fu riconosciuto dal Programma Uomo e Biosfera (MAB) dell’UNESCO nel 1990, tramite la sua inclusione nella rete internazionale delle riserve della biosfera.
Dal Settembre 1991, la RBDD fu catalogata come una zona umida di importanza internazionale specialmente come habitat per l’avifauna acquatica tramite la Convenzione di Ramsar.
Il valore universale del patrimonio naturale della riserva fu riconosciuto nel dicembre 1990 attraverso l’inclusione delle aree a protezione integrale nella Lista del Patrimonio Mondiale con la Convenzione del Patrimonio Culturale e Naturale Mondiale.
Il valore del suo patrimonio naturale e l’efficienza dei piani gestionali applicati nella RBDD furono riconosciuti nel 2000 dal Concilio d’Europa che ha conferito il Diploma Europeo delle aree protette alla Riserva della Biosfera del Delta del Danubio (titolo rinnovato nel 2005)

DDBR, insieme con la Riserva della Biosfera del Danubio in Ucraina, sono state incluse nella Rete Internazionale delle Riserve della Biosfera Transfrontaliere (Romania-Ucraina 1999)

La genesi del Delta del Danubio

Al termine di un percorso lungo oltre 2,840 km, raccogliendo le acque da un vastissimo bacino idrografico che occupa più dell’8% della superficie dell’Europa, il Danubio (il secondo fiume più lungo del Continente) durante gli ultimi 16,000 anni ha costruito al suo ingresso nel Mar Nero uno dei più bei delta d’Europa, forse del mondo intero. Il Delta del Danubio è anche rinomato per essere una delle più vaste zone umide della Terra.

La geomorfologia attuale del Delta del Danubio è il risultato dell’interazione tra il fiume e il mare durante il periodo dell’Olocene. All’inizio dell’Olocene, quando il livello del mare raggiunse approssimativamente il livello attuale, esisteva quello che veniva definito Golfo del Danubio. Alla sua foce, tra il promontorio di Jibrieni al nord e il promontorio di Murighiol - Dunavãt a sud, si formarono le dune di Letea- Caraorman. Il materiale alluvionale fu trasportato verso nord dalle correnti marine lungo le rive del mare, fino alla foce dei fiumi Nistru, Bug e Nipru.

Il ramo più vecchio del Danubio, Sfantu Gheorghe, sfociava nel fiume attraverso un ampio passaggio situato nella parte sud delle dune di Letea - Caraorman formando il Delta iniziale del Danubio: il primo Delta di Sfantu Gheorghe.

Il secondo ramo del Danubio, Sulina, iniziò a formarsi quando il braccio di Sfantu Gheorghe fu ostruito durante il processo di sedimentazione. Il ramo di Sulina trasportava quantità di sedimenti sempre crescenti creando nel frattempo il proprio delta: il Delta di Sulina.

Contemporaneamente, nella parte sud di questa area, si formò un altro piccolo delta, il Delta di Cosnei, creatosi dal ramo secondario di Dunavat. Il Delta di Sulina andò progressivamente erodendosi mentre il braccio di Chilia a nord e il braccio di Sfantu Gheorghe, a sud, costruirono i loro delta: il Delta di Chilia e il secondo Delta di Sfantu Gheorghe.

Questi due delta si formarono dal deposito di materiale alluvionale mentre i sedimenti trasportati dalla corrente marina si accumularono a nord del ramo di Chilia e crearono la formazione di Jibrieni.
L’attuale configurazione del Delta del Danubio è dovuta all’ultimo innalzamento del livello del Mar Nero, che intensificò il processo di sedimentazione e conseguentemente portò alla formazione dei meandri e delle ramificazioni dei principali bracci.

Le principali unità geografiche

La Riserva della Biosfera del Delta del Danubio

Le principali componenti geografiche della RBDD sono le seguenti:

• Delta del Danubio
• Il Danubio Marittimo fino a Cotul Pisicii
• Il settore di Isaccea - Tulcea della piana alluvionale del Danubio
• I laghi salmastri di Sărăturile Murighiol - Plopu
• Il complesso delle lagune Razim - Sinoie di
• La costa del Mar Nero dal ramo di Chilia fino a Capo Midia
• Le acque marine costiere fino a 20 m di profondità

Delta del Danubio

La letteratura geografica rumena si riferisce al Delta del Danubio (Gâstescu, 1989) riferendosi all’area tra la prima biforcazione del Danubio (Ceatalul Chiliei) e l’area delimitata dal Mar Nero ad est, il ramo di Chilia a nord e il complesso delle lagune di Razim-Sinoie a sud.

Il Delta del Danubio è la componente più ampia della riserva, con un’area totale di circa 4.178 km2, di cui 3.510 km2 (82%) in Romania, e i rimanenti in Ucraina, comprendente per lo più un delta secondario alla foce del ramo di Chilia.

In base alle caratteristiche morfologiche, morfometriche e idrografiche, il Delta del Danubio si divide in due principali subunità: il delta fluviale (ripariale) e il delta fluviale-marittimo (o marino).

Il delta fluviale rappresenta la parte più vecchia sviluppatasi entro il preesistente golfo del Danubio. La sua caratteristica principale è la relativamente ampia estensione delle sue zone in rilievo, mentre le aree depresse lacustri sono in genere più piccole, disperse e parzialmente soggette a un processo intensivo di interramento.

Il delta marittimo include le dune marine di Letea, Caraorman e Sãrãturile e uno dei complessi lacustri più importanti (Rosu-Puiu-Lumina). È soggetto a grandi modifiche morfoidrografiche nella zona di contatto con il Mar Nero.

Il complesso delle lagune di Razim-Sinoie

La seconda componente della riserva è situata a sud del delta e ha un’area totale di circa 1,145 km2, di cui 863 km2 composti da limans (valli allagate) e lagune. Il complesso consiste principalmente in bacini che erano originariamente spiagge marine (il preesistente Golfo di Halmyris) che rimasero isolate dal mare da dune e barre di sabbia formatesi dalla deposizione dei sedimenti.

Negli ultimi decenni del secolo, il complesso ha subito forti cambiamenti, essendo anche parzialmente trasformato in una fonte di acqua dolce per l’irrigazione.

Il Danubio Marittimo

Questa unità si estende dalla biforcazione del Danubio (Ceatal Ismail) ad ovest – Cotul Pisicii, tra le miglia marittime Mm43 – Mm 74.

Il settore di Isaccea - Tulcea della piana alluvionale del Danubio

Questa area rappresenta il lato destro della valle del fiume tra la città di Isaccea e la prima biforcazione del Delta (Ceatalul Chilia). Ha la forma di un bacino allungato e durante il periodo di inondazioni primaverili tutti i laghi e gli acquitrini sono allagati.

Il lago salmastro di Sãrãturi-Murighiol

Il lago Sãrãturi è situato su una terrazza fluviale del Danubio; è lungo 2 km e ha un’ampiezza massima di 500 m. Le sue acque sono molto salate e contengono una vasta gamma di phyto- e zooplankton.

Il Clima

Il Delta del Danubio ha un clima temperato-continentale con influenze pontiche (marine).
La temperatura media annua si attesta attorno a valori moderati lievemente crescenti da ovest verso est.

Il numero medio di ore di sole è di circa 2,300-2,500 ore all’anno (2,260 a Tulcea e 2,502 a Sfântu Gheorghe), e la radiazione solare globale raggiunge 125 - 135 kcal/cm2, una delle migliori dell’intero paese.

Le aree funzionali:

aree a protezione integrale 18 siti che coprono un totale di 50,600 ettari (8.7% della superficie della Riserva). La protezione è vincolante e queste aree comprendono siti relativamente inalterati, che rappresentano gli ecosistemi naturali, terrestri e acquatici nella Riserva;

aree tampone localizzate attorno alle aree a protezione integrale. Coprono 223,300 ettari (38.5% della superficie della Riserva), sono designate alla riduzione dell’impatto delle attività antropiche su tali siti.

• zone economiche, di estensione 306,100 ettari (52.8% della superficie della Riserva) includono aree spesso inondate, aree protette destinate alla pesca e all’ agricoltura e aree forestali, così come le zone circostanti.

• Aree di ripristino ecologico – dove l’Autorità della Riserva della Biosfera del Delta del Danubio sviluppa progetti e attività per il restauro e la ricostruzione ecologica, utilizzando appropriate tecnologie e mezzi tecnici.

Descrizione delle Aree a Protezione Integrale :

1. ROSCA - BUHAIOVA ( 9 625 ha) 2. PÃDUREA LETEA ( 2 825 ha)
3. RÃDUCU ( 2 500 ha ) 4. NEBUNU ( 115 ha )
5. VÃTAFU - LUNGULET ( 1 625 ha) 6. PÃDUREA CARAORMAN (2250ha)
7. SÃRÃTURI MURIGHIOL ( 87 ha) 8. ARINISUL ERENCIUC ( 50 ha )
9. INSULA POPINA ( 98 ha ) 10. SACALIN ZÃTOANE ( 21 410 ha)
11. PERITEASCA- LEAHOVA (4125ha) 12. CAPUL DOLOSMAN ( 125 ha )
13. GRINDUL LUPILOR ( 2 075 ha ) 14. ISTRIA - SINOIE ( 400 ha )
15. GRINDUL CHITUC ( 2 300 ha ) 16. ROTUNDU ( 228 ha )
17. POTCOAVA ( 625 ha ) 18. BELCIUG ( 110 ha )

ROSCA- BUHAIOVA ( 9625 ha )

L’area di Rosca-Buhaiova include una grande varietà di habitat rappresentativi del delta del fiume (canneti stabili e galleggianti, acquitrini, laghi, argini fluviali sabbiosi, il lato ovest dell’argine sabbioso marino di Letea, il lato est dell’argine sabbioso continentale, corsi d’acqua naturali, aree inondate, saliceti etc.).

La fauna in questa area mostra una rimarchevole diversità rappresentata da mammiferi quali: lontra, visone, ermellino, topo muschiato, cane procione, volpe, cinghiale, etc.;
dalla fauna ornitologica: la presenza della più grande colonia europea di Pellicano bianco (Pelecanus onocrotalus), le colonie miste di Ardeidi, la maggioranza di Anatidi e Passeriformi caratteristici del delta, così come la presenza di fauna invertebrata.

La stessa ricchezza di diversità è presente anche nel mondo vegetale, nonostante la monotonia offerta dalle specie predominanti: il canneto. I bacini di acqua stagnante sono invasi da ninfee (Nymphaea alba, Nuphar luteum), Hydrocharis, Limnanthemum, Trapa natans, Stratiotes aloides.

Nelle acque povere in nitrati delle depressioni o delle pozze tra i canneti, appaiono l’Utricularia e l’Aldrovanda, piante carnivore. Nei fitti canneti è concentrata quasi l’intera flora europea di piante anfibie rappresentate da Dryopteris thelipteris, Solanum dulcamara, Euphorbia palustris, alcune specie di Carex, etc. e specie rare come: Acorus calamus o Calla palustris.

La foresta di Letea (2 825 Ha)

Questa foresta, che cresce tra le dune sottoforma di alcune fasce di larghezza di 10-250 m, separate dall’estremità delle dune, è formata specialmente da: Farnia (Quercus robur), Quercia peduncolare (Q. pedunculiflora), Pioppo bianco (Populus alba), Pioppo nero (Populus nigra), Frassini (Fraxinus angustifolia, Fraxinus pallisae), Pyrus pyraster, Tiglio (Tilia tomentosa), Olmo (Ulmus foliacea) e raramente Ontano nero (Alnus Glutinosa) ed è completata da una ricca scala di specie di sottobosco (Crataegus monogyna, Ligustrum vulgare, Euonymus europaeus, Cornus mas, C. sanguinea, Rhamnus frangula, R. cathartica, Viburnum opulus, Berberis vulgaris, etc).

Una caratteristica di questa area è l’abbondanza di piante rampicanti (Periploca graeca, Hedera helix, Vitis silvestris, Humulus lupulus, Clematis vitalba) che conferiscono un aspetto subtropicale alla foresta. Entro il tappeto vegetale ci sono anche altre specie rare: il convolvolo (Convolvulus persicus), Merendera sobolifera e Ephedra dystachia.

La fauna è rappresentata dall’Aquila di mare (Haliaeetus albicilla), il Falco cuculo (Falco vespertinus), l’Upupa (Upupa epops), la Ghiandaia marina (Coracias garrulus), qualche rara specie erpetologica (Eremias arguta, Vipera ursinii renardi) e circa 1600 specie appartenenti all’entomofauna identificate fino ad oggi.

Lago Raducu (2 500 Ha)

Questa area include laghi d’acqua dolce alimentati dall’ultimo braccio della grande “M”, situato in un’area tipica per lo sviluppo delle dune sabbiose fluviali e marine tra Chilia e Sulina.

I bacini acquatici sono circondati dalle dune sabbiose marine con terreni poco fertili, mobili o scarsamente stabili con Elymus sabulosus, Carex ligerica e Agropyrum elongatum; prati a steppa con Salix rosmarinifolia e Euphorbia palustris o aree depresse, con acque temporanee, caratterizzate da arbusteti con Juncus gerardii.

I laghi “Rãducu” e “Rãduculet” ospitano un’ittiofauna rappresentativa per quest’area, protetta dall’isolamento di questi bacini.

Lago Nebunu (115 Ha)

Il lago “Nebunu” e le aree circostanti rappresentano una piccola area lacustre, caratteristica del delta del fiume che ospita specifiche biocenosi, adattate alla grande ampiezza dell’onda di piena.

Questa area è un posto idoneo per la nidificazione e l’alimentazione degli uccelli acquatici durante l’estate. In virtù del proprio isolamento, il lago offre le migliori condizioni per la deposizione delle uova e la crescita dell’ittiofauna specifica dei piccoli laghi con un basso livello d’acqua.

Vatafu – Lungulet (1 625 Ha)

Quest’area comprende differenti forme di rilievo: dune di sabbia, cavità, basse depressioni, canneti fissi e galleggianti, prati alofili, ed è caratterizzata principalmente dall’esistenza di biocenosi adattate a condizioni di vita eurialine.

Il complesso di laghi e dune fluviali e marine è un’importante area di nidificazione per il Tarabusino e il Marangone minore, in colonie miste di ardeidi.

La foresta di Caraorman (2 250 Ha)

Quest’area comprende le più avanzate e rappresentative dune scoperte del delta e della foresta di Caraorman, sviluppate principalmente nel lato sud della sponda sabbiosa.

Accanto alla variegata macchia composta da pioppi, frassini e querce, possiamo anche trovare qui il sottobosco a Salix, Tamarix etc. Beside the various meadow brush consisting of poplars, ashes and oaks, we can also find here, pledge sub-shrubs, Salix, Tamarix, etc. Il limite meridionale della foresta ospita imponenti esemplari di querce con una circonferenza di 4,20- 4,70 m.

Le associazioni vegetali offrono asilo a invertebrati (specialmente insetti) e vertebrati (mammiferi). Per quanto riguarda l’avifauna, in questa foresta possiamo trovare l’Aquila di mare (Haliaeetus albicilla) e il Corvo imperiale (Corvus corax).

I laghi salmastri di Saraturi-Murighiol (87 Ha)

Il lago Sãrãturi Murighiol ha un’elevata concentrazione salina di tipo cloruro-solfato, ed è caratterizzato da una grande ricchezza di specie di zoo- e fito-plancton.

Questo complesso è un rifugio per le colonie di sternidi, essendo infatti zona di nidificazione del cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), così come dell’Avocetta (Recurvirostra avosetta), del Fistione turco (Netta rufina) e del Fratino (Charadrius alexandrinus). Durante l’inverno, per via del tardivo congelamento dell’acqua, possiamo trovare una grande concentrazione di limicoli che trovano qui rifugio e grandi quantità di cibo.

Il bosco a ontani di Erenciuc (50 Ha)

Questa è l’unica area di foresta dell’intero Delta dove cresce fittamente l’Ontano nero (Alder glutinosa).
Talvolta, vi nidifica l’Aquila di mare (Haliaeetus albicilla).

L’isola Popina (98 Ha)

L’isola “Popina” costituisce un importante sito di riposo per gli uccelli migratori e il sito di nidificazione della Volpoca (Tadorna tadorna).

In primavera, possiamo trovare qui uccelli delle zone umide e uccelli di foresta come: Usignolo (Luscinia megarhynchos), Calandra (Melanocorypha calandra), etc.

La fauna invertebrata comprende rarità come il ragno velenoso chiamato “la vedova nera” (Lactrodectus tredecimguttatus) e la Scolopendra (Scolopendra cingulata).

Sacalin-Zatoane (21 410 Ha)

Il lago offre condizioni ideali per la nidificazione del Cigno reale e siti di alimentazione per le specie limicole, numerose sull’isola Sacalin dove vive anche la più grande colonia di Beccapesci (Sterna sandvicensis).

Sia i laghi che gli argini sabbiosi, così come la costa del Mar Nero sono siti di massima concentrazione della fauna ornitologica durante le migrazioni primaverili e autunnali. L’isola Sacalin è l’area più importante di nidificazione, di pre-migrazione e di migrazione e un importante quartiere di svernamento, in quanto vi nidificano approssimativamente 30 specie di uccelli.

Periteasca-Leahova (4 125 Ha)

Caratteristiche qui sono le biocenosi che si sviluppano negli aridi argini sabbiosi, sulle sabbie bagnate dal mare o dal lago Razim, così come le biocenosi adattate ad elevate variazioni di salinità.

È un’area prediletta per la nidificazione dei limicoli, per le Volpoche (isola “Bisericuta”), così come per le famiglie dei laridi e degli sternidi (argini sabbiosi alofili), essendo un’importante area di nidificazione e alimentazione per gli ospiti invernali. Periteasca- Leahova è anche il rifugio favorite per la popolazione di Oca collorosso (Branta ruficollis), durante la migrazione.

Capo Dolosman (125 Ha)

Questa area è importante per la conservazione della vegetazione xerofita, per il Rondone (Apus apus) che qui nidifica, la Monachella dorsonero (Oenanthe pleschanka), così come per la protezione della Puzzola marmorizzata (Vormela peregusna), del Colubro di Persia (Coluber jugularis) e della Natrice tassellata (Natrix tessellata).
L’area ha anche un’importate valenza archeologica, in quanto qui si conservano le vestigial di antiche civiltà.

Grindul (Levee) Lupilor (2 075 Ha)

Questa area costituisce un importante rifugio per la nidificazione e l’alimentazione degli uccelli. Durante il periodo della migrazione autunnale, questo sito si trasforma in un’impressionante concentrazione di ornitofauna, specialmente per gli ospiti invernali (oche, anatre).

A causa dei bassi livelli dell’acqua e delle condizioni favorevoli, questa è un’area molto importante per la deposizione di uova delle seguenti specie di pesci: la Carpa (Ciprinus carpio), il Lucioperca (Stizostedion lucioperca), l’Abramide (Abramis brama).

Istria-Sinoie (400 Ha)

In questa area vive una grande varietà di specie ornitologiche: la Volpoca (Tadorna tadorna), differenti anatre, oche e numerose specie di limicoli.

Per quello che riguarda la fauna erpetologia, possiamo trovare qui la Testuggine greca (Testudo Graeca), il Colubro di Persia (Coluber jugularis) e numerose Natrici tassellate (Natrix tessellata).
Il sito Istria-Sinoie ha anche un grande valore archeologico.

Grindul Chituc (2 300 Ha)

Questa area è preziosa in virtù della sua configurazione morfologica, caratterizzata dalla successione di cordoni dunali, argini, laghi, con prevalenza di questi ultimi, orientati in direzione laterale rispetto all’attuale linea di costa, formando un ventaglio. La vegetazione qui è quella caratteristica delle aree costiere, con suoli sabbiosi salati ed è importante per la migrazione e lo svernamento degli uccelli.

Lago Rotundu (228 Ha)

“Rotundu” è un lago tipico delle golene del Danubio, essendo il complesso lacustre di Somova-Parches l’ultima area di tale genere, non alterata dalla costruzione di argini e canali.

Questa è un’ area di particolare interesse, essendo rappresentativa per la ricerca e conservazione delle biocenosi adattatesi a grandi ampiezze dell’onda di piena, così come per la riproduzione dei ciprinidi.

Lago Potcoava (625 Ha)

Quest’area è caratterizzata dall’esistenza di una colonia mista di aironi, mignattai, garzette, marangoni minori. È un’area di nidificazione per il Tarabusino, (Ixobrychus minutus), il Tarabuso (Botaurus stellaris), la Canapiglia (Anas strepera), il Fistione turco (Netta rufina), lo Svasso collorosso (Podiceps grisegena), l’Aquila di mare (Haliaeetus albicilla), così come un sito di alimentazione per Strolaghe, Svassi, Marangoni minori, Aironi, Mestoloni, Sacri etc.
L’area è rifugio per lontre, visoni, ermellini, cinghiali.
La fauna ittica è rappresentata da una gamma di specie minacciate come il Carassio e la Tinca.

Lago Belciug (110 Ha)

A causa del suo isolamento e della profondità dell’acqua (circa 7m) questo lago è prezioso per la conservazione di alcune specie minacciate di pesci (Carassio, Tinca, Leucisco).

Quest’area è anche un importante sito di alimentazione per numerose specie di uccelli, rappresentate da: aironi, garzette, anatre etc. Nei canneti limitrofi nidifica la Gru (Grus grus), una specie minacciata.

Aree tampone:

1. Matita-Merhei-Letea (22.560 ha)
2. Sontea (12.500 ha)
3. Caraorman (13.830 ha)
4. Lumina - Vãtafu (13.460 ha)
5. Dranov (21.760 ha)
6. Sãrãturi-Murighiol (5 ha)
7. Lago Rotundu (1.240 ha)
8. Isola Popina (260 ha)
9. Capo Dolosman (28 ha)
10. Zmeica-Sinoie (31.510 ha)
11. Lago Potcoava (2.937 ha)
12. Periteasca-Leahova (210 ha)
13. Area tampone marina (103.000 ha)

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