| DDBR, insieme con la Riserva della Biosfera del Danubio
in Ucraina, sono state incluse nella Rete Internazionale delle
Riserve della Biosfera Transfrontaliere (Romania-Ucraina 1999)
La
genesi del Delta del Danubio
Al termine di un percorso lungo oltre 2,840
km, raccogliendo le acque da un vastissimo bacino idrografico
che occupa più dell’8% della superficie dell’Europa,
il Danubio (il secondo fiume più lungo del Continente)
durante gli ultimi 16,000 anni ha costruito al suo ingresso
nel Mar Nero uno dei più bei delta d’Europa,
forse del mondo intero. Il Delta del Danubio è anche
rinomato per essere una delle più vaste zone umide
della Terra.
La geomorfologia attuale del Delta del Danubio
è il risultato dell’interazione tra il fiume
e il mare durante il periodo dell’Olocene. All’inizio
dell’Olocene, quando il livello del mare raggiunse approssimativamente
il livello attuale, esisteva quello che veniva definito Golfo
del Danubio. Alla sua foce, tra il promontorio di Jibrieni
al nord e il promontorio di Murighiol - Dunavãt a sud,
si formarono le dune di Letea- Caraorman. Il materiale alluvionale
fu trasportato verso nord dalle correnti marine lungo le rive
del mare, fino alla foce dei fiumi Nistru, Bug e Nipru.
Il ramo più vecchio del Danubio,
Sfantu Gheorghe, sfociava nel fiume attraverso un ampio passaggio
situato nella parte sud delle dune di Letea - Caraorman formando
il Delta iniziale del Danubio: il primo Delta di Sfantu Gheorghe.
Il secondo ramo del Danubio, Sulina, iniziò
a formarsi quando il braccio di Sfantu Gheorghe fu ostruito
durante il processo di sedimentazione. Il ramo di Sulina trasportava
quantità di sedimenti sempre crescenti creando nel
frattempo il proprio delta: il Delta di Sulina.
Contemporaneamente, nella parte sud di questa
area, si formò un altro piccolo delta, il Delta di
Cosnei, creatosi dal ramo secondario di Dunavat. Il Delta
di Sulina andò progressivamente erodendosi mentre il
braccio di Chilia a nord e il braccio di Sfantu Gheorghe,
a sud, costruirono i loro delta: il Delta di Chilia e il secondo
Delta di Sfantu Gheorghe.
Questi due delta si formarono dal deposito
di materiale alluvionale mentre i sedimenti trasportati dalla
corrente marina si accumularono a nord del ramo di Chilia
e crearono la formazione di Jibrieni.
L’attuale configurazione del Delta del Danubio è
dovuta all’ultimo innalzamento del livello del Mar Nero,
che intensificò il processo di sedimentazione e conseguentemente
portò alla formazione dei meandri e delle ramificazioni
dei principali bracci.
Le
principali unità geografiche
La Riserva della Biosfera del Delta del Danubio
Le principali componenti geografiche della RBDD sono le seguenti:
• Delta del Danubio
• Il Danubio Marittimo fino
a Cotul Pisicii
• Il settore di Isaccea - Tulcea
della piana alluvionale del Danubio
• I laghi salmastri di Sărăturile
Murighiol - Plopu
• Il complesso delle lagune Razim -
Sinoie di
• La costa del Mar Nero dal ramo di Chilia fino a Capo
Midia
• Le acque marine costiere fino a 20 m di profondità
Delta
del Danubio
La letteratura geografica rumena si riferisce
al Delta del Danubio (Gâstescu, 1989) riferendosi all’area
tra la prima biforcazione del Danubio (Ceatalul Chiliei) e
l’area delimitata dal Mar Nero ad est, il ramo di Chilia
a nord e il complesso delle lagune di Razim-Sinoie a sud.
Il Delta del Danubio è la componente
più ampia della riserva, con un’area totale di
circa 4.178 km2, di cui 3.510 km2 (82%) in Romania, e i rimanenti
in Ucraina, comprendente per lo più un delta
secondario alla foce del ramo di Chilia.
In base alle caratteristiche morfologiche,
morfometriche e idrografiche, il Delta del Danubio si divide
in due principali subunità: il delta fluviale (ripariale)
e il delta fluviale-marittimo (o marino).
Il delta fluviale rappresenta
la parte più vecchia sviluppatasi entro il preesistente
golfo del Danubio. La sua caratteristica principale è
la relativamente ampia estensione delle sue zone in rilievo,
mentre le aree depresse lacustri sono in genere più
piccole, disperse e parzialmente soggette a un processo intensivo
di interramento.
Il delta marittimo include
le dune marine di Letea, Caraorman e Sãrãturile
e uno dei complessi lacustri più importanti (Rosu-Puiu-Lumina).
È soggetto a grandi modifiche morfoidrografiche nella
zona di contatto con il Mar Nero.
Il complesso delle lagune di Razim-Sinoie
La seconda componente della riserva è
situata a sud del delta e ha un’area totale di circa
1,145 km2, di cui 863 km2 composti da limans (valli allagate)
e lagune. Il complesso consiste principalmente in bacini che
erano originariamente spiagge marine (il preesistente Golfo
di Halmyris) che rimasero isolate dal mare da dune e barre
di sabbia formatesi dalla deposizione dei sedimenti.
Negli ultimi decenni del secolo, il complesso
ha subito forti cambiamenti, essendo anche parzialmente trasformato
in una fonte di acqua dolce per l’irrigazione.
Il Danubio Marittimo
Questa unità si estende dalla biforcazione
del Danubio (Ceatal Ismail) ad ovest – Cotul Pisicii,
tra le miglia marittime Mm43 – Mm 74.
Il
settore di Isaccea - Tulcea della piana alluvionale del Danubio
Questa area rappresenta il lato destro della
valle del fiume tra la città di Isaccea e la prima
biforcazione del Delta (Ceatalul Chilia). Ha la forma di un
bacino allungato e durante il periodo di inondazioni primaverili
tutti i laghi e gli acquitrini sono allagati.
Il
lago salmastro di Sãrãturi-Murighiol
Il lago Sãrãturi è
situato su una terrazza fluviale del Danubio; è lungo
2 km e ha un’ampiezza massima di 500 m. Le sue acque
sono molto salate e contengono una vasta gamma di phyto- e
zooplankton.
Il
Clima
Il Delta del Danubio ha un clima temperato-continentale
con influenze pontiche (marine).
La temperatura media annua si attesta attorno a valori moderati
lievemente crescenti da ovest verso est.
Il numero medio di ore di sole è
di circa 2,300-2,500 ore all’anno (2,260 a Tulcea e
2,502 a Sfântu Gheorghe), e la radiazione solare globale
raggiunge 125 - 135 kcal/cm2, una delle migliori dell’intero
paese.
Le
aree funzionali:
aree
a protezione integrale 18 siti che coprono
un totale di 50,600 ettari (8.7% della superficie della Riserva).
La protezione è vincolante e queste aree comprendono
siti relativamente inalterati, che rappresentano gli ecosistemi
naturali, terrestri e acquatici nella Riserva;
aree tampone localizzate attorno alle aree a
protezione integrale. Coprono 223,300 ettari (38.5% della
superficie della Riserva), sono designate alla riduzione dell’impatto
delle attività antropiche su tali siti.
• zone economiche, di estensione 306,100
ettari (52.8% della superficie della Riserva) includono aree
spesso inondate, aree protette destinate alla pesca e all’
agricoltura e aree forestali, così come le zone circostanti.
• Aree di ripristino ecologico –
dove l’Autorità della Riserva della Biosfera
del Delta del Danubio sviluppa progetti e attività
per il restauro e la ricostruzione ecologica, utilizzando
appropriate tecnologie e mezzi tecnici.
Descrizione delle Aree a Protezione Integrale :
ROSCA- BUHAIOVA ( 9625 ha )
L’area di Rosca-Buhaiova include una
grande varietà di habitat rappresentativi del delta
del fiume (canneti stabili e galleggianti, acquitrini, laghi,
argini fluviali sabbiosi, il lato ovest dell’argine
sabbioso marino di Letea, il lato est dell’argine sabbioso
continentale, corsi d’acqua naturali, aree inondate,
saliceti etc.).
La fauna in questa area mostra una rimarchevole
diversità rappresentata da mammiferi quali: lontra,
visone, ermellino, topo muschiato, cane procione, volpe, cinghiale,
etc.;
dalla fauna ornitologica: la presenza della più grande
colonia europea di Pellicano bianco (Pelecanus onocrotalus),
le colonie miste di Ardeidi, la maggioranza di Anatidi e Passeriformi
caratteristici del delta, così come la presenza di
fauna invertebrata.
La stessa ricchezza di diversità
è presente anche nel mondo vegetale, nonostante la
monotonia offerta dalle specie predominanti: il canneto. I
bacini di acqua stagnante sono invasi da ninfee (Nymphaea
alba, Nuphar luteum), Hydrocharis, Limnanthemum, Trapa natans,
Stratiotes aloides.
Nelle acque povere in nitrati delle depressioni
o delle pozze tra i canneti, appaiono l’Utricularia
e l’Aldrovanda, piante carnivore. Nei fitti canneti
è concentrata quasi l’intera flora europea di
piante anfibie rappresentate da Dryopteris thelipteris, Solanum
dulcamara, Euphorbia palustris, alcune specie di Carex, etc.
e specie rare come: Acorus calamus o Calla palustris.
La foresta di Letea (2 825 Ha)
Questa foresta, che cresce tra le dune sottoforma
di alcune fasce di larghezza di 10-250 m, separate dall’estremità
delle dune, è formata specialmente da: Farnia (Quercus
robur), Quercia peduncolare (Q. pedunculiflora), Pioppo bianco
(Populus alba), Pioppo nero (Populus nigra), Frassini (Fraxinus
angustifolia, Fraxinus pallisae), Pyrus pyraster, Tiglio (Tilia
tomentosa), Olmo (Ulmus foliacea) e raramente Ontano nero
(Alnus Glutinosa) ed è completata da una ricca scala
di specie di sottobosco (Crataegus monogyna, Ligustrum vulgare,
Euonymus europaeus, Cornus mas, C. sanguinea, Rhamnus frangula,
R. cathartica, Viburnum opulus, Berberis vulgaris, etc).
Una caratteristica di questa area è
l’abbondanza di piante rampicanti (Periploca graeca,
Hedera helix, Vitis silvestris, Humulus lupulus, Clematis
vitalba) che conferiscono un aspetto subtropicale alla foresta.
Entro il tappeto vegetale ci sono anche altre specie rare:
il convolvolo (Convolvulus persicus), Merendera sobolifera
e Ephedra dystachia.
La fauna è rappresentata dall’Aquila
di mare (Haliaeetus albicilla), il Falco cuculo (Falco vespertinus),
l’Upupa (Upupa epops), la Ghiandaia marina (Coracias
garrulus), qualche rara specie erpetologica (Eremias arguta,
Vipera ursinii renardi) e circa 1600 specie appartenenti all’entomofauna
identificate fino ad oggi.
Lago Raducu (2 500 Ha)
Questa area include laghi d’acqua
dolce alimentati dall’ultimo braccio della grande “M”,
situato in un’area tipica per lo sviluppo delle dune
sabbiose fluviali e marine tra Chilia e Sulina.
I bacini acquatici sono circondati dalle
dune sabbiose marine con terreni poco fertili, mobili o scarsamente
stabili con Elymus sabulosus, Carex ligerica e Agropyrum elongatum;
prati a steppa con Salix rosmarinifolia e Euphorbia palustris
o aree depresse, con acque temporanee, caratterizzate da arbusteti
con Juncus gerardii.
I laghi “Rãducu” e “Rãduculet”
ospitano un’ittiofauna rappresentativa per quest’area,
protetta dall’isolamento di questi bacini.
Lago Nebunu (115 Ha)
Il lago “Nebunu” e le aree circostanti
rappresentano una piccola area lacustre, caratteristica del
delta del fiume che ospita specifiche biocenosi, adattate
alla grande ampiezza dell’onda di piena.
Questa area è un posto idoneo per
la nidificazione e l’alimentazione degli uccelli acquatici
durante l’estate. In virtù del proprio isolamento,
il lago offre le migliori condizioni per la deposizione delle
uova e la crescita dell’ittiofauna specifica dei piccoli
laghi con un basso livello d’acqua.
Vatafu – Lungulet (1 625 Ha)
Quest’area comprende differenti forme
di rilievo: dune di sabbia, cavità, basse depressioni,
canneti fissi e galleggianti, prati alofili, ed è caratterizzata
principalmente dall’esistenza di biocenosi adattate
a condizioni di vita eurialine.
Il complesso di laghi e dune fluviali e
marine è un’importante area di nidificazione
per il Tarabusino e il Marangone minore, in colonie miste
di ardeidi.
La foresta di Caraorman (2 250 Ha)
Quest’area comprende le più
avanzate e rappresentative dune scoperte del delta e della
foresta di Caraorman, sviluppate principalmente nel lato sud
della sponda sabbiosa.
Accanto alla variegata macchia composta
da pioppi, frassini e querce, possiamo anche trovare qui il
sottobosco a Salix, Tamarix etc. Beside the various meadow
brush consisting of poplars, ashes and oaks, we can also find
here, pledge sub-shrubs, Salix, Tamarix, etc. Il limite meridionale
della foresta ospita imponenti esemplari di querce con una
circonferenza di 4,20- 4,70 m.
Le associazioni vegetali offrono asilo a
invertebrati (specialmente insetti) e vertebrati (mammiferi).
Per quanto riguarda l’avifauna, in questa foresta possiamo
trovare l’Aquila di mare (Haliaeetus albicilla) e il
Corvo imperiale (Corvus corax).
I laghi salmastri di Saraturi-Murighiol
(87 Ha)
Il lago Sãrãturi Murighiol
ha un’elevata concentrazione salina di tipo cloruro-solfato,
ed è caratterizzato da una grande ricchezza di specie
di zoo- e fito-plancton.
Questo complesso è un rifugio per
le colonie di sternidi, essendo infatti zona di nidificazione
del cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), così
come dell’Avocetta (Recurvirostra avosetta), del Fistione
turco (Netta rufina) e del Fratino (Charadrius alexandrinus).
Durante l’inverno, per via del tardivo congelamento
dell’acqua, possiamo trovare una grande concentrazione
di limicoli che trovano qui rifugio e grandi quantità
di cibo.
Il bosco a ontani di Erenciuc (50
Ha)
Questa è l’unica area di foresta
dell’intero Delta dove cresce fittamente l’Ontano
nero (Alder glutinosa).
Talvolta, vi nidifica l’Aquila di mare (Haliaeetus albicilla).
L’isola Popina (98 Ha)
L’isola “Popina” costituisce
un importante sito di riposo per gli uccelli migratori e il
sito di nidificazione della Volpoca (Tadorna tadorna).
In primavera, possiamo trovare qui uccelli
delle zone umide e uccelli di foresta come: Usignolo (Luscinia
megarhynchos), Calandra (Melanocorypha calandra), etc.
La fauna invertebrata comprende rarità
come il ragno velenoso chiamato “la vedova nera”
(Lactrodectus tredecimguttatus) e la Scolopendra (Scolopendra
cingulata).
Sacalin-Zatoane (21 410 Ha)
Il lago offre condizioni ideali per la nidificazione
del Cigno reale e siti di alimentazione per le specie limicole,
numerose sull’isola Sacalin dove vive anche la più
grande colonia di Beccapesci (Sterna sandvicensis).
Sia i laghi che gli argini sabbiosi, così
come la costa del Mar Nero sono siti di massima concentrazione
della fauna ornitologica durante le migrazioni primaverili
e autunnali. L’isola Sacalin è l’area più
importante di nidificazione, di pre-migrazione e di migrazione
e un importante quartiere di svernamento, in quanto vi nidificano
approssimativamente 30 specie di uccelli.
Periteasca-Leahova (4 125 Ha)
Caratteristiche qui sono le biocenosi che
si sviluppano negli aridi argini sabbiosi, sulle sabbie bagnate
dal mare o dal lago Razim, così come le biocenosi adattate
ad elevate variazioni di salinità.
È un’area prediletta per la
nidificazione dei limicoli, per le Volpoche (isola “Bisericuta”),
così come per le famiglie dei laridi e degli sternidi
(argini sabbiosi alofili), essendo un’importante area
di nidificazione e alimentazione per gli ospiti invernali.
Periteasca- Leahova è anche il rifugio favorite per
la popolazione di Oca collorosso (Branta ruficollis), durante
la migrazione.
Capo Dolosman (125 Ha)
Questa area è importante per la conservazione
della vegetazione xerofita, per il Rondone (Apus apus) che
qui nidifica, la Monachella dorsonero (Oenanthe pleschanka),
così come per la protezione della Puzzola marmorizzata
(Vormela peregusna), del Colubro di Persia (Coluber jugularis)
e della Natrice tassellata (Natrix tessellata).
L’area ha anche un’importate valenza archeologica,
in quanto qui si conservano le vestigial di antiche civiltà.
Grindul (Levee) Lupilor (2 075 Ha)
Questa area costituisce un importante rifugio
per la nidificazione e l’alimentazione degli uccelli.
Durante il periodo della migrazione autunnale, questo sito
si trasforma in un’impressionante concentrazione di
ornitofauna, specialmente per gli ospiti invernali (oche,
anatre).
A causa dei bassi livelli dell’acqua
e delle condizioni favorevoli, questa è un’area
molto importante per la deposizione di uova delle seguenti
specie di pesci: la Carpa (Ciprinus carpio), il Lucioperca
(Stizostedion lucioperca), l’Abramide (Abramis brama).
Istria-Sinoie (400 Ha)
In questa area vive una grande varietà
di specie ornitologiche: la Volpoca (Tadorna tadorna), differenti
anatre, oche e numerose specie di limicoli.
Per quello che riguarda la fauna erpetologia,
possiamo trovare qui la Testuggine greca (Testudo Graeca),
il Colubro di Persia (Coluber jugularis) e numerose Natrici
tassellate (Natrix tessellata).
Il sito Istria-Sinoie ha anche un grande valore archeologico.
Grindul Chituc (2 300 Ha)
Questa area è preziosa in virtù
della sua configurazione morfologica, caratterizzata dalla
successione di cordoni dunali, argini, laghi, con prevalenza
di questi ultimi, orientati in direzione laterale rispetto
all’attuale linea di costa, formando un ventaglio. La
vegetazione qui è quella caratteristica delle aree
costiere, con suoli sabbiosi salati ed è importante
per la migrazione e lo svernamento degli uccelli.
Lago Rotundu (228 Ha)
“Rotundu” è un lago tipico
delle golene del Danubio, essendo il complesso lacustre di
Somova-Parches l’ultima area di tale genere, non alterata
dalla costruzione di argini e canali.
Questa è un’ area di particolare
interesse, essendo rappresentativa per la ricerca e conservazione
delle biocenosi adattatesi a grandi ampiezze dell’onda
di piena, così come per la riproduzione dei ciprinidi.
Lago Potcoava (625 Ha)
Quest’area è caratterizzata
dall’esistenza di una colonia mista di aironi, mignattai,
garzette, marangoni minori. È un’area di nidificazione
per il Tarabusino, (Ixobrychus minutus), il Tarabuso (Botaurus
stellaris), la Canapiglia (Anas strepera), il Fistione turco
(Netta rufina), lo Svasso collorosso (Podiceps grisegena),
l’Aquila di mare (Haliaeetus albicilla), così
come un sito di alimentazione per Strolaghe, Svassi, Marangoni
minori, Aironi, Mestoloni, Sacri etc.
L’area è rifugio per lontre, visoni, ermellini,
cinghiali.
La fauna ittica è rappresentata da una gamma di specie
minacciate come il Carassio e la Tinca.
Lago Belciug (110 Ha)
A causa del suo isolamento e della profondità
dell’acqua (circa 7m) questo lago è prezioso
per la conservazione di alcune specie minacciate di pesci
(Carassio, Tinca, Leucisco).
Quest’area è anche un importante
sito di alimentazione per numerose specie di uccelli, rappresentate
da: aironi, garzette, anatre etc. Nei canneti limitrofi nidifica
la Gru (Grus grus), una specie minacciata.
Aree tampone:
1. Matita-Merhei-Letea (22.560 ha)
2. Sontea (12.500 ha)
3. Caraorman (13.830 ha)
4. Lumina - Vãtafu (13.460 ha)
5. Dranov (21.760 ha)
6. Sãrãturi-Murighiol (5 ha)
7. Lago Rotundu (1.240 ha)
8. Isola Popina (260 ha)
9. Capo Dolosman (28 ha)
10. Zmeica-Sinoie (31.510 ha)
11. Lago Potcoava (2.937 ha)
12. Periteasca-Leahova (210 ha)
13. Area tampone marina (103.000 ha)
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